Cesvi

Cesvi – Cooperazione e Sviluppo

 

Siamo un’organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, Fondazione di partecipazione e Onlus, nata a Bergamo nel 1985.

Presente in 23 Paesi con un totale di 53 sedi estere, operiamo in tutti i continenti per affrontare ogni tipo di emergenza e per ricostruire la società civile dopo guerre e calamità. Interveniamo con progetti di lotta alla povertà e di sviluppo sostenibile, facendo leva sulle risorse locali e sul protagonismo delle popolazioni beneficiarie.

Nel 2016, abbiamo aiutato oltre 1 milione di persone in Africa, Asia, America Latina e nei Balcani, collaborando con 126 Ong locali in 110 progetti e investendo l’85% delle risorse direttamente sul campo.

Apertura di centri di salute in zone rurali, programmi sanitari per prevenire l’AIDS e la malaria, sostegno all’infanzia disagiata, costruzione di pozzi, scuole o dighe, interventi di tutela ambientale, formazione agricola, creazione di cooperative. Sono pratiche che, pur molto diverse tra loro, rientrano nella definizione di “cooperazione internazionale allo sviluppo”: un insieme variegato di progetti e scambi che collegano Paesi, popoli e persone in un’azione comune di solidarietà finalizzata a combattere la povertà e le disuguaglianze.

Fin dall’origine siamo un’organizzazione umanitaria multisettoriale. Negli anni, ci siamo specializzati in sei settori d’intervento principali, che costituiscono oggi le nostre aree di eccellenza: risposta alle emergenze umanitarie, sviluppo rurale, crescita inclusiva e sostenibile, salute, protezione, governance e società civile.

Tra le altre aree, operiamo anche nei contesti più difficili del Pianeta, al fianco della popolazione nelle peggiori emergenze umanitarie: terremoti, alluvioni, epidemie, carestie, guerre. Alla prima assistenza uniamo la capacità di costruire ripresa e sviluppo puntando sul protagonismo dei beneficiari. Il 2016 non è stato risparmiato da gravi disastri naturali: il terremoto in Centro Italia ha spazzato via interi centri storici del nostro Paese mietendo 298 vittime, mentre l’uragano Matthew ad Haiti ha colpito più 300 mila persone provocando oltre 900 morti e migliaia di sfollati.

In entrambi i casi, ci siamo attivati fin dalle prime ore dopo il disastro coordinandoci con gli attori operativi sul territorio. In Centro Italia ci stiamo occupando di supporto psicoeducativo alle scuole e alle famiglie e della ripresa delle attività di agricoltura e allevamento. Ad Haiti, abbiamo effettuato distribuzioni di cibo e beni di prima necessità e interventi per scongiurare il rischio di epidemie di colera.

Il nostro intervento parte sempre dai beneficiari, baricentro dell’intero sistema. Le comunità sono coinvolte in tutte le fasi di progettazione, dalla mappatura del bisogno alla realizzazione concreta delle attività: solo in questo modo si va nella direzione di un affrancamento dall’aiuto e di una progressiva indipendenza delle popolazioni.

 

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