Fontana: serve non girarsi dall’altra parte

15 gennaio 2018

Danilo De Biasio
Direttore del Festival dei Diritti Umani di Milano

La frase di Attilio Fontana sulla razza bianca è pericolosa. Per diversi motivi. Perché pronunciata da un esponente politico smaliziato e sulla breccia da anni: non è un lapsus – come si è giustificato dopo ore – ma esattamente ciò che pensa. E ciò che pensa il candidato del centro destra è presumibilmente il pensiero di molti suoi elettori, nutriti da anni esattamente con questa retorica dell’invasione.

La frase di Attilio Fontana sulla razza bianca è pericolosa perché sdogana questo pensiero, lo fa diventare accettabile proprio perché pronunciato da chi si candida ad un compito alto com’è il governo della Regione più ricca d’Italia.

La frase di Attilio Fontana sulla razza bianca è pericolosa perché rende esplicito il credo dei suoi capi, i burattinai della sua candidatura: Salvini, Maroni, Berlusconi. Un trend globale, visto che Trump governa l’unica superpotenza rimasta basandosi su argomenti simili.

Dimostrare, dati alla mano, che non c’è in atto nessuna invasione nera o musulmana, ricordare che questi discorsi hanno creato in Europa orribili genocidi, segnalare che oggi è – coincidenza grottesca – è il Martin Luther King Day e che nella sede del Comune di Milano si presentavano le iniziative sulla Giornata della Memoria, non farà cambiare idea a nessuno degli elettori che votano Attilio Fontana anche per queste sconce parole.

Serve non girarsi dall’altra parte. Serve impegnarsi quotidianamente a dimostrare che vivere assieme a chi viene da altre nazioni è possibile. Serve valorizzare ogni aspetto positivo di una convivenza pacifica e produttiva. Serve risolvere i problemi a monte che generano le migrazioni. Sono i problemi che riguardano davvero una razza: quella umana.