Land grabbing: i contadini del Mali contro gli espropri

13 marzo 2018

di Marta Gatti – Radio Popolare/Esteri

In Mali il governo vuole registrare tutte le terre. L’annuncio è dello scorso aprile: fornire titoli di proprietà a tutti i contadini. Questa misura dovrebbe facilitare l’accesso al credito per i piccoli agricoltori, garantendo la loro attività. Il governo, per ora, si è limitato ad un annuncio senza fornire tempistiche ma facendo comprendere che sarà un processo lungo. A gestire le terre più ambite del paese è l’Office du Niger, un ente semi-pubblico, retaggio coloniale, che si occupa dei sistemi di irrigazione e di fornire supporto alle attività agricole. La sua zona di influenza è la parte occidentale del delta del fiume Niger e durante la colonizzazione francese garantiva i rifornimenti di cotone alla madrepatria e rappresentava il magazzino del riso per tutta l’Africa occidentale. Proprio le terre amministrate dall’Office du Niger sono diventate famose quando si è cominciato a parlare di land grabbing.

A fare scalpore nel 2008 fu la firma di un accordo tra Mali e Libia, allora guidata da Gheddafi. 100 mila ettari di terra concessi per 50 anni alla società Malibya, attraverso un accordo rimasto segreto, destinati a produrre riso e cereali. Dal 2008 ad oggi la situazione è completamente cambiata, dopo la caduta di Gheddafi. Nel 2012 il contratto si è ufficialmente concluso. Della concessione originaria sono state realizzate solo alcune infrastrutture, un canale e una strada, e dei 100 mila ettari iniziali solo un quarto è stato coltivato.

Antonella Lacatena / SOS Faim

Un accordo che aveva suscitato proteste tra i piccoli contadini espropriati, per fare spazio ai canali di irrigazione. Il progetto Malibya è fallito, ma per i contadini nulla è cambiato. Questa volta non si tratta di un investitore libico ma di un maliano: Modibo Keita che, nel 2010, ha ottenuto in concessione più di 7000 ettari nella stessa zona, per la produzione di cereali. Modibo Keita è uno degli uomini più ricchi del Mali, proprietario della società Moulins Moderne du Mali e di una società di distribuzione dei cereali.

Il Coordinamento nazionale delle organizzazioni contadine del Mali ha denunciato i metodi con cui il magnate ha preso possesso delle terre occupate dalle comunità locali. I contadini hanno parlato di pressioni quotidiane e violenze per spingerli a cedere le terre da loro coltivate. Si tratta però, a tutti gli effetti, di terre di proprietà dello Stato, date in concessione agli agricoltori o ai grandi investitori privati. Il nuovo piano di gestione dell’Office du Niger punta alla produzione di più di un milione di tonnellate di riso entro il 2018. Il programma prevede anche la concessione delle terre a privati, per periodi definiti, in cambio della realizzazione di infrastrutture e servizi che migliorino la produttività. La speranza per i piccoli contadini è quella di ottenere titoli di proprietà che possano preservare la loro attività dagli espropri, in attesa che l’annuncio del governo diventi realtà.

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