I giornalisti turchi a processo per aver fatto (bene) il proprio mestiere

24 luglio 2017


Oggi, 24 luglio, alle nove in Turchia, otto ore italiane, inizia il processo a 17 giornalisti,  tra cui l’ex direttore Can Dundar, di Cumhuriyet, storico quotidiano di opposizione. Il Festival dei Diritti Umani, si unisce a Articolo 21 e alla Federazione della stampa italiana che rilanciano l’appello dei colleghi ancora liberi ad accendere i riflettori sul dibattimento che se si concludesse con la condanna degli imputati significherebbe l’ergastolo per tutti loro. Il 24 luglio siamo tutti mobilitati per ribadire #nobavaglioturco e #freeTurkeyJournalists.

Questa la lettera appello della redazione di Cumhuriyet.
Da Articolo21

 

Cari amici, vorrei invitare voi e le vostre organizzazioni a monitorare e seguire il processo a 17 nostri colleghi che inizierà il 24 luglio 2017 e dovrebbe concludersi entro il 28 luglio. Vi chiediamo di aiutarci, in quanto sostenitori della libertà di espressione, della libertà dei media e dello stato di diritto, in questo momento così delicato per la Turchia, per i giornalisti e per la magistratura turchi.

Noi, giornalisti e avvocati di Cumhuriyet che ancora non sono stati arrestati, vogliamo dimostrare che siamo contrari a questa ingiustizia e che i nostri colleghi non sono soli o dimenticati.
Per questo vi chiediamo di unirvi a noi in segno di solidarietà il prossimo 24 luglio, consapevoli, colleghi, che avervi dalla nostra parte ci darà forza.
Orhan Erinç, capo del Board di Cumhuriyet.

Il 24 luglio si celebra in Turchia la Giornata nazionale della stampa: è il giorno in cui, nel 1908, venne abolita la censura. Quest’anno, però, la Giornata della stampa sarà celebrata con crudele ironia per via della grossolana ingiustizia giudiziaria che viene perpetrata contro il più antico quotidiano della Turchia moderna, Cumhuriyet.
Cumhuriyet significa “Repubblica” e prende il nome dalla Repubblica turca. Dal 1924, il giornale è sopravvissuto a cinque colpi di stato militari e ha continuato a dare notizie anche sotto i regimi militari. In passato, molti dei suoi giornalisti sono stati imprigionati, torturati o sono caduti vittima di assassini politici. Ma mai c’era stato prima d’ora un così intenso sforzo per eliminare completamente Cumhuriyet. Questo attacco contro Cumhuriyet è puramente politico ed è un assalto diretto al secolare regime repubblicano della Turchia.
Diciassette lavoratori di Cumhuriyet, tra editorialisti, corrispondenti, amministratori e avvocati, sono accusati di aiutare quella che il governo turco chiama Feto (l’organizzazione terroristica di Fethullah Gulen) e il Pkk. Gli otto giornalisti e i tre avvocati a cui sono state rivolte queste accuse si trovano in detenzione preventiva da novembre 2016.
Dal tentativo di colpo di stato dello scorso 15 luglio, circa 4800 tra magistrati e giudici sono stati arrestati o licenziati con l’accusa di essere “membri di Feto”. Tra questi anche il procuratore che aveva il compito di indagare sul quotidiano Cumhuriyet per i presunti collegamenti con l’organizzazione, che fu poi accusato di essere anch’egli membro di Feto e ora rischia due ergastoli. Il suo passaporto è stato ritirato e ora si trova a condurre un’inchiesta contro una “organizzazione terroristica” di cui è anche accusato di far parte.
L’accusa principale in questa inchiesta è rivolta alla linea editoriale del giornale e del suo personale. Nell’atto di accusa di 300 pagine, la parola “news” è stata utilizzata 662 volte. Nessuna prova è stata raccolta dall’inizio dell’inchiesta, nell’agosto 2016, fino al momento degli arresti, nel novembre 2016. La procura ha condotto tutte le ricerche solo dopo gli arresti. E come risultato di questa ricerca, non una singola prova, a parte gli articoli gli editoriali, è stata trovata per collegare i dipendenti di Cumhuriyet a qualsivoglia crimine.
Nonostante questo, tutte richieste di scarcerazione avanzate sono state respinte. Richieste rivolte prima alla Corte Costituzionale Turca, che non si è pronunciata su nemmeno un caso relativo al tentativo di colpo di stato. Attualmente ci sono 100.000 casi pendenti dinanzi alla Corte.
Abbiamo poi depositato i casi presso la Corte europea dei diritti dell’Uomo, che li ha comunicati alla Turchia a giugno. Il 24 luglio, quanto i giornalisti di Cumhuriyet compariranno per la loro prima volta in tribunale per difendersi, avranno già scontato più di nove mesi di carcere.
La ricostruzione dei fatti, l’inchiesta e il fascicolo dell’indagine dimostrano chiaramente che il caso e gli arresti sono dovuti a ragioni politiche. Questo caso giudiziario mira a ridurre al silenzio Cumhuriyet, una delle pochissime voci di dissenso rimaste nel paese. Consentire che questo accada sarebbe l’ultimo colpo alla libertà di parola e di stampa, un colpo che nei fatti le ridurrebbe al silenzio con grave danno per la democrazia in Turchia.
Noi, giornalisti e avvocati di Cumhuriyet che ancora non sono stati arrestati, vogliamo dimostrare che siamo contrari a questa ingiustizia e che i nostri colleghi non sono soli o dimenticati. Per questo vi chiediamo di unirvi a noi in segno di solidarietà il prossimo 24 luglio, consapevoli, colleghi, che avervi dalla nostra parte ci darà forza.

I lavoratori di Cumhuriyet in carcere:

In prigione dal 5 novembre 2016

1. MURAT SABUNCU – Cumhuriyet Newspaper Chief Editor
2. TURHAN GÜNAY – Cumhuriyet Newspaper Literary Supplement Editor
3. GÜRAY TEKİN ÖZ – Cumhuriyet Newspaper Readers’ Representative
4. KADRİ GÜRSEL – Cumhuriyet Newspaper Editorial Consultant
5. HACI MUSA KART – Cumhuriyet Newspaper Illustrator
6. HAKAN KARASİNİR – Cumhuriyet Newspaper Columnist
7. ÖNDER ÇELİK – Cumhuriyet Newspaper Executive Committee Member
8. BÜLENT UTKU – Cumhuriyet Newspaper Attorney
9. MUSTAFA KEMAL GÜNGÖR – Cumhuriyet Newspaper Attorney
In prigione dal 12 novembre 2016
10. AKIN ATALAY- Cumhuriyet Newspaper Attorney and Executive Committee Member
In prigione dal 30 dicembre 2016
11. AHMET ŞIK – Cumhuriyet Newspaper Correspondent
ALTRI IMPUTATI
12. ORHAN ERİNÇ – Cumhuriyet Newspaper Licensee
13. HİKMET ÇETİNKAYA – Cumhuriyet Newspaper Columnist
14. AYDIN ENGİN – Cumhuriyet Newspaper Columnist
15. GÜNSELİ ÖZALTAY – Cumhuriyet Newspaper Fiscal Affairs Director
16. BÜLENT YENER – Cumhuriyet Newspaper Former Fiscal Affairs Director
17. CAN DÜNDAR – Cumhuriyet Newspaper Former Chief Editor

E inoltre

EMRE İPER – Cumhuriyet Newspaper Accountant (Arrested since April 18, 2017 on a separate court case)

 

 

PER APPROFONDIRE:

“Il pericolo non dovrebbe essere il mio mestiere. Il giornalismo tra censure, minacce e guerre” al Festival dei Diritti Umani 2017, in collaborazione con FNSI e Articolo 21

Lezione di Ahmet Insel e Ferruccio De Bortoli al Festival dei Diritti Umani 2017: “Giornalismo a libertà vigilata”

Al Festival dei Diritti Umani 2017, la Giornata Mondiale della Stampa nel nome di Andy Rocchelli e Andrej Mironov

 

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