SOY NERO

Rafi Pitts l Germania / Francia / Messico, 2016 l 117′ l DCP l colore l v. o. sott. It.

 

Sceneggiatura: Razvan Radulescu, Rafi Pitts

Fotografia: Christos Karamanis

Montaggio: Danielle Anezi

Scenografia: Malak Khazai, Max Biscoe

Costumi: Alexis Scott

Musiche: Rhys Chatham

Suono: Lars Ginzel, Daniel Iribarren, Stephan von Hase-Mihalik

Cast: Johnny Ortiz, Rory Cochrane, Khleo Thomas, Michael Harney, Joel McKinnon Miller, Alex Frost, Aml Ameen, Darrel Britt-Gibson

Produttori: Thanassis Karathanos, Rita Dagher, Martin Hampel

Co-produttore: Nicolas Celis

Produzione: Twenty Twenty Vision, Senorita Films, Pallas Film, Pimienta Films

Vendite internazionali: The Match Factory

 

flyer_400Sono 3144 i chilometri di confine che separano il Messico dagli Stati Uniti. Nel 2014, 11.3 milioni di persone, per metà messicani, hanno attraversato illegalmente il confine. Il Dream Act, in discussione da quasi un decennio e bocciato dal Senato americano nel 2010, avrebbe dato la speranza della residenza ai giovani clandestini portati negli Stati Uniti da bambini e senza precedenti penali. Nero ha 19 anni ed è un messicano deportato che, dopo diversi tentativi, riesce finalmente a tornare a Los Angeles. Vuole rintracciare il fratello Jesus, che si è fatto una nuova vita. Ben presto, però, si rende conto che da immigrato clandestino, le possibilità di conquistarsi una vita normale sono quasi nulle. Per ottenere la cittadinanza, si gioca l’ultima carta a disposizione: arruolarsi nell’esercito statunitense e fare domanda per la green card. Sarà l’inizio di una lotta disperata per conquistare la propria identità.

Nato nel 1967 a Mashhad, Iran, Rafi Pitts passa l’infanzia a Teheran e si trasferisce a Londra nel 1981 a causa della guerra Iran-Iraq. Dopo il diploma presso la Westminster School of Media, Arts and Design, negli anni Novanta si sposta a Parigi e lavora in produzioni di Leos Carax, Jacques Doillon e Jean-Luc Godard. Debutta alla regia nel 1997 con Fasl-e panjom (Season Five), satira sociale (da una sceneggiatura incompiuta di Bahram Beyzaye) sulla lotta per il potere tra due famiglie. In Concorso alla Settimana della Critica della Mostra di Venezia, il film è la prima produzione franco-iraniana dalla Rivoluzione del 1979. Il successivo, Sanam (2000), viene salutato dalla critica francese come il I 400 colpi iraniano. Nel 2003 Pitts presenta a Locarno il suo controverso Abel Ferrara: Not Guilty, intimo ed eccentrico documentario sotto forma di road movie dedicato al regista newyorkese. Il suo terzo lungometraggio, It’s Winter (2006), è selezionato in Concorso alla Berlinale, così come i successivi The Hunter (2010) e Soy Nero