Il territorio dei Nukak spartito tra deforestazione e narcotraffico

16 marzo 2018

di Marta Gatti – Radio Popolare/Esteri

Il territorio dei Nukak in Colombia, e i Nukak stessi stretti tra le coltivazioni di coca e la deforestazione, rischiano di sparire. Il movimento a sostegno dei popoli indigeni Survival International ha lanciato l’allarme dopo aver raccolto le testimonianze di alcuni rappresentanti della comunità india. I Nukak sono considerati l’ultima tribù nomade della Colombia. Dagli anni ’80 quando sono stati cacciati per la prima volta dalle loro terre ancestrali, si sono ridotti drasticamente. Molti sono morti a causa di malattie a loro sconosciute, altri per le difficili condizioni di vita, altri ancora hanno subito attacchi dai taglialegna e dai paramilitari. Le comunità vivono ai margini delle foreste, lungo le rotte del traffico di cocaina. Hanno abbandonato le loro attività tradizionali di caccia e raccolta e alcuni di loro vengono sfruttati nelle piantagioni illegali di coca.

L’esistenza di strade illegali all’interno della foresta ha favorito il taglio degli alberi e l’ingresso di attività illecite nei territori ancestrali delle comunità indigene. Secondo l’Agenzia governativa per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia, la deforestazione avanza e nel 2016 aveva superato i 178.000 ettari. Quasi il doppio dell’anno precedente. Secondo lo studio le cause sono: per il 45% la trasformazione in praterie e per il 22% le coltivazioni illecite.

Il governo ha riconosciuto ufficialmente il territorio dei Nukak nel 1994, una superficie pari a 950 mila ettari, secondo l’Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia. Si tratta però di terre che sono state caratterizzate dal conflitto armato e dallo spostamento forzato dei suoi abitanti.

Anche l’accordo per la fine del conflitto tra il governo e le Farc prevede un punto sul ritorno dei Nukak nei loro territori ancestrali. Nel testo viene ribadita la necessità di garantire la consultazione preventiva, libera e informata per le popolazioni indigene. Viene riconosciuta la proprietà collettiva delle terre e assicurata la protezione giuridica dei territori ancestrali. L’accesso alla terra prevede un processo di riconoscimento dei titoli fondiari di demarcazione dei territori e di restituzione. Nonostante strumenti normativi e sentenze abbiano assicurato il ritorno dei Nukak sulle loro terre, quel momento tarda ancora ad arrivare.

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