Le religioni nel mondo

Cristiani

Islam

Ebrei

Hindu

Buddisti / Folk

Unaffiliated

Le religioni in Europa

Cristiani cattolici

Cristiani protestanti

Cristiani ortodossi

Islam sunni

Islam shia

Ebrei

Di quale religione sono gli albanesi?

Cristiani (41.48%)
  • Ortodossi (24,09%)
  • Cattolici (16,75%)
  • Protestanti (0,15%)
  • Indipendenti (0,25%)
  • Altri (0,24%)
Musulmani (38,79%)
  • Musulmani sunniti (circa 30%)
  • Bektashi (circa 8%)
Non religiosi o atei (19,54%)
Ebrei (0,01%)

Tante religioni, nessun conflitto

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale al 2018 compreso non è mai stata presentata una denuncia per discriminazione religiosa o per crimini d’odio a sfondo religioso.

L'islam in Europa

>18%

12-17,9%

6-11,9%

3-5,9%

<3%

Nel 2016, lo studio realizzato dall’Islamic Human Rights Commission (2016), ha confermato la proliferazione di narrazioni islamofobe in tutti i paesi europei. In particolare, nel Regno Unito. Confrontando i dati sull’islamofobia, tra il 2010 e il 2014, la ricerca ha registrato un incremento dell’aggressione fisica contro le persone musulmane dal 13,9% al 17,8 e l’incidenza di abusi verbali dal 39,8% al 66%. Un peggioramento dell’ambiente islamofobo è stato rivelato anche per quanto riguarda i contenuti dei media e dei discorsi politici. Il linguaggio ostile e discriminatorio contro i musulmani sta diventando, infatti, sempre più accettabile in molte sfere della vita quotidiana (Law, Easat-Daas e Sayyid 2018). Nonostante l’andamento decisamente negativo di questi dati, il report del 2017 della European Fundamental Rights Agency (FRA), raccogliendo le interviste di 10.527 persone musulmane che vivono in Europa, ha rivelato che il 76% degli intervistati si sente fortemente attaccato al paese in cui risiede. Il 31% di coloro che cercano lavoro, ha dichiarato, però, di essere stato discriminato più di una volta, negli ultimi cinque anni, e tra questi, solo il 12% afferma di aver denunciato il comportamento discriminatorio.

L'islam in Italia

Dei 60 milioni e mezzo di persone residenti in Italia, 5.043.600 sono stranieri; tra questi, i musulmani rappresentano meno di un terzo del totale, ossia il 32,6%, (il 2% del totale della popolazione italiana); mentre più della metà sono cristiani (Dossier Statistico Immigrazione, 2017). Dalla ricerca svolta da VOX-Osservatorio Diritti, su Twitter risulta che l’islamofobia dilaga in tutta Italia e la polarizza. I musulmani fanno parte dei sei gruppi più discriminati su Twitter, insieme ad ebrei, migranti, omosessuali, donne e disabili. L’islamofobia è più alta nelle aree settentrionali dell’Italia – con particolare densità in Lombardia – ma anche Napoli e dintorni, risultano essere delle zone sensibili. Il 61% degli italiani considera la migrazione dai paesi islamici una minaccia per l’Occidente e il 65.5% ritiene l’Islam una religione troppo tradizionalista, non in grado di adattarsi alla modernità. Il 21% delle persone non vorrebbe avere musulmani come vicini di casa e il 43% non vorrebbe avere un musulmano come membro della famiglia. In generale, durante il periodo di osservazione, gli italiani che hanno comunicato messaggi anti-Islam sono stati il 72,3% del totale. Su Twitter i musulmani vengono associati solitamente alle parole: «terrorista», «jihadista», «beduino», «abdullah», «tagliagole», «vu cumprà» e «marocchino».

Come sono arrivati questi musulmani in Italia?

Vengono tutti dalla Libia

Americhe 244.914Africa 857.396Altri 691.255Asia 858.799Europa Orientale2.269.721100.00
Quanto si parla di sbarchi?
Sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali nel 2018: 834 volte

nei telegiornali di prima serata delle reti nazionali: 4058 nei primi dieci mesi del 2018

Sono tutti i terroristi che scappano dalla Siria

Religioni Siria

74% Musulmani Sunniti11% Cristiani (ortodossi, cattolici, caldei, maroniti, nestoriani etc.)10% Alawiti (etnia di matrice sciita cui appartiene anche la famiglia Assad)3% Druzi1% Ismailiti1% SciitiPiccolissime comunità ebraiche (di alcune decine di individui)a Damasco e ad Aleppo

Numero totale in Europa di siriani

Canada54.000Austria50.000Svezia110.000Egitto130.000Iraq250.000Giordania660.000USA33.000Germania530.000Turchia3.400.000Libano1.000.000= 10.000
Numero di inchieste terrorismo che li riguarda
solo 2 siriani inquisiti, son risultati prosciolti.

Quanto c’entra l’islam in tutto questo?

Israele - Palestina

Dati violenze coloni ortodossi
2017: 217 attacchi contro i palestinesi
2018: 144 attacchi, sette vittime palestinesi

Myanmar

Myanmar, maggioranza della popolazione buddista.
Nel 1948, con la dichiarazione di indipendenza del Myanmar dall’impero coloniale britannico, il popolo Rohingya – il gruppo etnico di religione islamica – rimase escluso dai riconosciuti gruppi nazionali e nel 1982 venne loro ufficialmente negata la cittadinanza. I Rohingya non hanno cittadinanza, non hanno diritto di voto, hanno grossi limiti nell’accesso all’istruzione.
Prima delle repressioni del 2016/2017 vivevano in Birmania circa un milione di Rohingya, a dicembre 2017 circa 625.000 Rohingya sono rifugiati in campi profughi in Bangladesh. Secondo i rapporti delle Nazioni Unite essi sono una delle minoranze più perseguitate nel mondo.

India

Una violenza a volte aperta, a volte strisciante, ha avuto, negli ultimi cinque anni, conseguenze significative sulle minoranze religiose in molte aree dell’India. In particolare i musulmani, la minoranza più consistente con 190 milioni di individui (il 14% degli indiani) ha subito minacce, aggressioni, devastazione di luoghi di culto e conversioni forzate. Una sorte simile ma ovviamente su scala minore, è toccata a cristiani (2,7% della popolazione) e sikh (1,7%).
L’approvazione di leggi che contribuiscono a colpire le minoranze, come quelle ancor più restrittive contro la macellazione dei bovini, unite a una discriminazione sociale, economica e culturale che viene da lontano, hanno garantito alle minoranze religiose in una crescente insicurezza. Aggravando così anche una discriminazione multipla già presente, come nel caso delle donne e delle comunità di bassa casta».
Gli episodi peggiori di pestaggio, linciaggio, devastazione di abitazioni e strutture religiose si rilevano nello Stato settentrionale di Uttar Predesh, il più popoloso dell’India, ma anche quello con le peggiori tensioni interreligiose. Qui, dalla vittoria dei partiti filo-induisti a inizio 2017, si è registrata un incremento delle violenze anti-musulmane.

E se la religione non ci fosse

Cina e i musulmani (Uiguri)

Secondo il governo cinese solo i gruppi religiosi appartenenti a una delle cinque "associazioni religiose patriottiche" (buddisti, taoisti, musulmani, cattolici e protestanti) sono autorizzati a registrarsi come entità legali. Le leggi del paese non forniscono, infatti, nessun meccanismo che permetta ad altre religioni di ottenere un riconoscimento ufficiale.
2018 Human Rights Watch pubblica un report sulla repressione della Cina contro gli uiguri dello Xinjiang. Si parla di detenzioni arbitrarie di massa, torture, maltrattamenti, controlli pervasivi su tutto il territorio. Un'operazione imponente di de-islamizzazione per cancellare storia, cultura, lingua uigura e origini di un intero popolo.
Oltre un milione di detenuti nei cosiddetti campi di rieducazione.

Con livelli senza precedenti di repressione delle pratiche religiose, le autorità hanno di fatto messo al bando l’islam. Portare la barba, indossare l’hijab, salutare con la frase in arabo “As-Salaam-Alaikum”, astenersi dal bere alcol o dal fumare, sono tutti atteggiamenti considerati sospetti, motivi per cui si può finire in un campo di rieducazione. Il governo cinese, in nome della lotta all’estremismo religioso e al fine di mantere una stabilità sociale, sta trasformando la regione autonoma della Xinjiang in qualcosa che ha tutto l’aspetto di un immenso campo di internamento avvolto nel segreto, una “no rights zone”, una zona al di fuori del diritto.