Le campagne ambientali in Africa

Prima trattare delle campagne ambientali in Africa, va detto che parliamo del terzo continente per estensione, dopo Asia ed America, caratterizzato da una grande varietà di climi e ambienti: savana, deserto, foresta pluviale, foresta tropicale, alta montagna. È attraversato sia dall’Equatore (zone in cui si concentrano la maggior parte delle precipitazioni), sia dai due Tropici.
Le maggiori problematiche ambientali evidenziate dall’Istituto della francofonia per lo sviluppo sostenibile (Ifdd) sono «siccità, desertificazione, accelerazione della deforestazione, erosione dei suoli, aumento delle temperature, diminuzione delle precipitazioni, perturbazione dei bilanci idrici, diminuzione della fertilità dei suoli e della biodiversità, tutti fenomeni legati alle pratiche capitalistiche e intensive dell’agricoltura, all’esodo rurale e l’espansione anarchica delle città».

Esse hanno evidenti risvolti in ambito socioeconomico: gran parte della popolazione, non avendo accesso all’acqua corrente, vive in condizioni disastrose, in balia di gravi malattie, senza nemmeno poter coltivare il suolo a scopo di autosostentamento. Coloro che invece ci riescono, spesso lo fanno “rubando” risorse essenziali alle foreste: ciò, oltre a rovinare un delicato ecosistema, provoca un aumento del riscaldamento globale, vista la grande quantità di carbonio prodotta dagli alberi.

Il settore ittico non si trova in una condizione migliore: per sanare il debito nazionale, i governi dei Paesi costieri situati a ovest del continente hanno venduto a compagnie straniere il diritto di pescare nelle proprie acque, con la speranza di creare maggiori profitti e posti di lavoro. Invece, il pescato viene poi venduto in Paesi lontani per milioni di dollari, mentre i pescatori locali diventano sempre più poveri.
Il costante aumento della popolazione, poi, non fa altro che inasprire la scarsità delle risorse.
Infine, il fracking (o “fratturazione idraulica”), tecnica che sfrutta la pressione dell’acqua per procurare una frattura in uno strato roccioso del sottosuolo, è diffuso in alcune zone dell’Africa al fine di sfruttare i giacimenti di petrolio e gas. Tale procedura rischia però di contaminare acqua e aria.
Numerose sono le campagne ambientali in Africa, lanciate sia da Ong locali, sia da organizzazioni straniere.

Water Wise è la campagna lanciata da Rand Water (una compagnia che si occupa di fornire acqua potabile sfusa) per aumentare la sensibilità della popolazione sull’utilizzo dell’acqua potabile, ad oggi sempre più scarsa sul continente africano. Sul relativo sito vengono offerti agli utenti preziosi consigli su come evitare gli sprechi di questa preziosa risorsa.

Earthlife Africa promuove campagne riguardanti varie tematiche: il fracking, l’industria del carbone (risorsa energetica causa dell’inquinamento aereo e del surriscaldamento globale), il drenaggio di acque acide (o “drenaggio di acidi di miniera” – una delle principali cause dell’inquinamento delle acque, derivante da attività estrattive), l’utilizzo di energie sostenibili, l’abbandono del nucleare, il cambiamento climatico.

Greenpeace Africa si muove invece su tre diversi fronti:

Cut CO2 – Boost Jobs – Save the climate → campagna contro l’emissione dei gas serra; si vogliono inoltre aiutare i Paesi più vulnerabili ad adattarsi ai cambiamenti climatici
Save the Lungs of Africa – #staywithforest → campagna lanciata per la protezione della Foresta del Bacino del Congo, seconda più grande foresta pluviale del mondo. Essa, oltre ad ospitare numerose specie animali e vegetali, riveste una grande importanza per l’uomo: conserva infatti l’8% delle riserve mondiali di carbonio, aspetto molto importante per la regolazione del clima
Defending our oceans → campagna contro la pesca eccessiva nelle acque delle coste ovest dell’Africa

Cesvi, organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, operante in tutto il mondo per aiutare le popolazioni più povere e colpite dalla guerra, si occupa di tutelare i grandi parchi naturali africani (come, ad esempio, il Parco del Grande Limpopo al confine tra Sudafrica, Zimbabwe e Mozambico), ricchi di risorse naturali che potrebbero garantire un futuro migliore alla popolazione. Tratta inoltre il tema del cambiamento climatico, mettendo in atto progetti per ridurne le conseguenze negative a livello locale.

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