Alessio Coser: Dove sono finiti i sogni di Basaglia?

Un viaggio insieme a persone che soffrono di disturbi psichiatrici. Sottotitolo: “quarant’anni dopo la legge che ha chiuso i manicomi”. Dal fermento sociale e culturale generato dalla norma che porta il nome di Franco Basaglia – la Legge 180 approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978 – sono nate proposte per una serie di servizi alternativi ai manicomi. Quarant’anni dopo l’eredità di Basaglia ha generato una situazione complessa e disomogenea, ci sono realtà all’avanguardia ma anche luoghi dove i vecchi manicomi non sono ancora del tutto scomparsi. Un racconto fotografico fatto di luoghi e volti, che non vuole fornire risposte ma generare uno spazio di riflessione.
Alessio Còser è un fotografo trentino che affronta temi di carattere sociale e storie legate al territorio, collaborando stabilmente con testate giornalistiche, istituzioni e chi altro gli permetta di vivere nell’esperienza della fotografia.

 

 

La presentazione del progetto di Alessio Coser durante il Festival dei Diritti Umani 2020

 

Le persone che soffrono di disturbi psichiatrici, in Italia, sono quasi un milione. Numeri in aumento non solo nel nostro Paese, ma anche a livello globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità questi disturbi sono destinati a superare per incidenza le malattie cardiovascolari, attualmente al primo posto. L’Italia è stato uno dei Paesi pionieri nell’ambito della salute mentale. Il merito va a Franco Basaglia, psichiatra veneto che a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta, prima a Gorizia e poi a Trieste, ha messo in pratica un ideale: chiudere i manicomi. Da queste esperienze – e dal fermento sociale e culturale generato – sono state poste le basi per la legge che porta il suo nome, la Legge 180, approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978. La legge era innovativa per l’epoca e proponeva una serie di servizi alternativi ai manicomi: dai Dipartimenti ai Centri di salute mentale ai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. L’Italia dava vita a una vera e propria rivoluzione.
Ma a che punto siamo quarant’anni dopo? Come è stata gestita l’eredità di Basaglia? Al giorno d’oggi la situazione è complessa, disomogenea, con realtà all’avanguardia e altri luoghi in cui i vecchi manicomi non sono ancora del tutto scomparsi. È anche un problema di risorse: l’Italia è ventesima in Europa per la spesa dedicata alla salute mentale. È il 3,5% della spesa sanitaria totale, mentre in Germania, Inghilterra o Francia oscilla attorno al 10-15%. Il progetto di questa mostra è nato dalla volontà di capire meglio le condizioni della salute mentale oggi in Italia, visitando città diverse: Cagliari, Gorizia, Palermo, Roma, Trento e Trieste. Non si troveranno risposte nette e univoche, ma un racconto fotografico fatto principalmente di luoghi e volti, con la speranza che possa generare uno spazio di riflessione.

“Dove sono finiti i sogni di Basaglia?” è un progetto a cura del fotografo Alessio Coser e del giornalista Jacopo Tomasi